Noi di Abbi continuiamo a seminare sostenibilità nel cuore della Sardegna. Anche nel 2025, attraverso l’insegna Despar, abbiamo rinnovato il nostro impegno con il progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, realizzato in collaborazione con PlanBee. Questa iniziativa, giunta alla sua terza edizione, non si limita a piantare alberi, ma punta a rigenerare territori fragili e a educare le comunità alla tutela del nostro ecosistema.
Una nuova vita per le terre di Barega
La tappa sarda di quest'anno ha toccato la località di Barega, nel Sud Sardegna. Presso l’azienda agricola di Giorgio e Maria Laura Tronci, sono stati messi a dimora 200 alberi e arbusti resilienti.
L'intervento ha un obiettivo profondo: trasformare un’area segnata da pratiche agricole intensive in un modello di rigenerazione agroforestale. Grazie a queste nuove radici, il terreno tornerà a essere fertile, sarà più protetto dall'erosione e saprà gestire meglio le risorse idriche, diventando uno scudo naturale contro gli eventi climatici estremi.
Un'aula a cielo aperto per i "custodi" di domani
La piantumazione non è stata un lavoro solitario, ma una vera festa della natura che ha coinvolto gli alunni della scuola primaria Ramidoro Steiner di Selargius. I bambini hanno sporcato le mani di terra, diventando protagonisti attivi della rinascita del territorio.
Per un giorno, il bosco si è trasformato in un’aula senza pareti dove gli studenti hanno potuto osservare da vicino il ciclo vitale delle piante, imparando che la natura non è solo un panorama, ma una risorsa preziosa di cui prendersi cura con consapevolezza.
Verso i 600 alberi in Sardegna
Con l’intervento di Barega, il Bosco Diffuso Despar nella nostra Isola raggiunge quota 600 alberi, unendosi ai polmoni verdi già creati nelle precedenti edizioni a Sennariolo e Tortolì.
A livello nazionale, il progetto ha già superato le 4.500 piantumazioni, confermandosi un modello virtuoso di collaborazione tra imprese, scuole e comunità locali. Ogni albero piantato è un investimento sulla biodiversità e sulla bellezza dei nostri paesaggi, ma anche un invito alla partecipazione civica e alla valorizzazione dei saperi rurali.



